Chissà cosa si dissero i Re Magi al momento del loro incontro. La loro storia così magica e quotidiana ci interessa e ancora oggi prova un certo stupore. Secondo i vangeli venivano da Oriente. Si chiamavano Melkon, Gaspar e Balthasar e non si erano mai visti prima. Mai una parola, mai uno scambio di corrispondenze su cosa potesse essere quella stella che da tempo bussava ormai nei loro sogni e nel loro vivere. S’incontrarono durante il cammino dopo essersi riparati tra i monti dopo una forte pioggia. Fu subito una gran festa e si abbracciarono e si baciarono come se si conoscessero da chissà quanto tempo.
Oggi i Re Magi vivono nella nostra memoria. Non portano incenso e mirra, ma il significato dell’unione, il ricongiugimento con ciò che è solo in apparenza trascendente. Inginocchiati davanti alla mangiatoia i loro mantelli sono coperti di luce. E se questa volta danno le spalle al cielo poco importa.

