In cammino con i Re Magi

Mantelli di luce

Chissà cosa si dissero i Re Magi al momento del loro incontro. La loro storia così magica e quotidiana ci interessa e ancora oggi prova un certo stupore. Secondo i vangeli venivano da Oriente. Si chiamavano Melkon, Gaspar e Balthasar e non si erano mai visti prima. Mai una parola, mai uno scambio di corrispondenze su cosa potesse essere quella stella che da tempo bussava ormai nei loro sogni e nel loro vivere.  S’incontrarono durante il cammino dopo essersi riparati tra i monti dopo una forte pioggia.  Fu subito una gran festa e si abbracciarono e si baciarono come se si conoscessero da chissà quanto tempo.

Adorazione dei Magi -Leonardo da Vinci

La luce della stella scandiva il loro viaggio, ne osservavono le sfumature, i disegni silvestri che si proiettavano sul cielo.  I passi erano colmi, condividevano insieme l’Idea, lo spirito di  sacrificio e l’aria di festa.  Parlavano lingue diverse, ma si capivano. Quando stanco Gaspar si chinò su un tronco d’albero Balthasar gli mise una mano sulla spalla e la stella riapparì di nuovo indicando quello che Luca chiama ”il segno dei segni”. La meta.

Oggi i Re Magi vivono nella nostra memoria. Non portano incenso e mirra, ma il significato dell’unione, il ricongiugimento con ciò che è solo in apparenza trascendente.  Inginocchiati davanti alla mangiatoia i loro mantelli sono  coperti di luce. E se questa volta danno le spalle al cielo poco importa.

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