Saperti contesa tra due venti non può cambiare il corso delle cose. Guardo gli anenomi fiorire tra i cespi d’erba, davanti la ginestra spoglia dell’inverno, accanto la casa diroccata dove splende il prugnolo bianco. Sulla Cesana sconfinata ci avviamo insieme per lo stradino, il Furlo alto e distante parla ancora di noi due, ciò che eravamo prima.
Zefiro e Borea continuano la lotta per contenderti, ma l’anima scolpita tra i petali resiste e tu diventi luminosa come il vento che risveglia. Tra gli anemoni mi appare il tuo volto, la consapevolezza di chi sa di appartenere a un mondo, il getto degli ornelli in primavera, la tua presenza che rende colmi i vicoli, il nostro lungo abbraccio. I colori variano e tra il fucsia che si ripete come in una grande famiglia trovi il piccolo fiore bianco. Tu sei lì. Non senti più le distanze e ascolti i discorsi sulle ferle che ti attendono sopra il mare.
I ritorni sono come gli anemoni in primavera.




